Il Giorno della Memoria – I film consigliati

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Il Giorno della Memoria – I film consigliati

Il Giorno della Memoria

Il 27 gennaio è la Giornata Mondiale della Memoria, giornata nella quale si ricorda la tragedia dell’Olocausto e della Shoah.
Sono passati 72 anni da quando il 27 gennaio del 1945 i soldati sovietici liberarono Auschwitz, che con l’insieme di tutti i complessi, fu il più grande centro di concentramento costruito dal regime nazista.
E’ importante non dimenticare tutto ciò che accadde in quel drammatico periodo storico, è importante ricordare che l’Olocausto causò quasi 15 milioni vittime tra cui 6 milioni di ebrei senza distinzione di genere o di età. Non possiamo e non dobbiamo dimenticarcene mai.
Il Terzo Reich prevedeva l’annientamento totale di tutte quelle categorie da loro ritenute inferiori, indesiderate o non all’altezza che includevano gli ebrei, gli omosessuali, i rom, portatori di handicap e tutte le categorie religiose che non erano in linea con la dottrina nazista come per esempio i testimoni di geova.

Voluto fortemente dagli Ebrei, il termine Shoah è un’espressione ebraica che ha diversi significati legati all’idea di distruzione e a differenza del termine Olocausto che richiama invece l’idea di un sacrificio inevitabile.

Film consigliati sull’Olocausto

In questa giornata importante abbiamo deciso di consigliarvi dei film aventi come tema centrale l’Olocausto:

La Vita è Bella

La Vita è Bella

La Vita è Bella

Diretto e interpretato dal regista e attore Roberto Benigni, La Vita è Bella è considerato uno dei suoi più grandi capolavori che ha vinto 3 Premi Oscar per:
– miglior film straniero
– miglior attore protagonista (Roberto Benigni)
– migliore colonna sonora (Nicola Piovani)

Trama: Alla fine degli anni Trenta due simpatici giovani lasciano la campagna per approdare, pieni di speranze e dall’allegria, in una bella e grande città. Guido è il più vivace dei due. Vuole aprire una libreria nel centro storico. L’altro, Ferruccio, smarrito e poetico, fa il tappezziere, ma si diletta a scrivere versi comici e irriverenti. In attesa che le loro speranze si realizzino, il primo trova un lavoro come cameriere al Grand hotel e il secondo s’arrangia facendo il commesso in un piccolo negozio di stoffe. La città offre ai due giocosi amici mille occasioni di entusiasmo e d’avventure. In un’Italia paludata, elegante, marmorea, goffamente militaresca, Guido e Ferruccio rincorrono la felicità. Con brio, con incoscienza. Guido s’innamora di una maestrina repressa da un ambiente che vive di buone maniere e di conformismo, Dora, che però ha dentro di sè tanta voglia di lasciarsi andare, di vivere pienamente la sua età. Conquistare la giovane maestra è come scalare una montagna e Guido ci prova escogitando l’impossibile. Le appare continuamente davanti, all’improvviso, si traveste da istruttore di scuola, la rapisce con la Balilla, la incanta con i suoi trucchi furbissimi. Ma Dora non prende sul serio la passione di Guido, anche perché ha il cuore occupato da un segreto: è promessa sposa di un vecchio compagno di scuola.

Schindler’s List – La lista di Schindler

Shindler's List

Shindler’s List

Shindler’s List, ispirato al romanzo La lista di Schindler di Thomas Keneally, è un film del 1993 diretto da Steven Spielberg basato sulla vera storia di Oskar Schindler, imprenditore tedesco famoso per aver salvato circa 1.100 ebrei durante il periodo dello sterminio.
Per questa incredibile pellicola Spielberg ricevette 12 nomination agli Oscar vincendo 7 statuette, tra cui quelle per il miglior film e la miglior regia.

Trama: Cracovia, 1939. L’industriale tedesco Oskar Schindler, bella presenza e temperamento avventuroso, manovrando i vertici nazisti tenta di rilevare un fabbrica per produrre pignatte e marmitte. Già reclusi nel ghetto di Podgorze, ed impossibilitati a commerciare, alcuni ebrei vengono convinti da Schindler a fornire il denaro per rilevare l’edificio: li ripagherà impiegandoli nella fabbrica, pagandoli con utensili da scambiare e sottraendoli al campo di lavoro comandato dal sadico criminale tedesco Amon Goeth. Dopo aver ricevuto la breve visita di Emilie, la moglie che subito torna in Moravia vista la vita di libertino impenitente del marito, Schindler, sempre più nelle grazie dell’alto comando nazista e di Goeth, costruisce un campo per i suoi operai, dove le milizie non possono entrare senza la sua autorizzazione. Infine, scatenatosi lo sterminio, decide di attivare, dando fondo a tutte le sue risorse finanziarie, una fabbrica di granate nella natia Brinnlitz. Con l’aiuto dell’inseparabile Itzhak Stern, il contabile ebreo, compila una lista di 1100 persone ebree perché vengano a lui affidate come operai.

Il Pianista

Il Pianista

Il Pianista

Diretto dal registra, Il Pianista è un film del 2002 è tratto dal racconto autobiografico del pianista ebreo Polacco Władysław Szpilman, che durante la Seconda Guerra Mondiale subì delle orribili persecuzioni dai Nazisti.

Trama: Varsavia, 1º settembre 1939. Władysław Szpilman sta eseguendo il Notturno in Do diesis minore di Fryderyk Chopin alla radio presso la quale lavora, quando sente delle esplosioni che rapidamente si avvicinano. Gli viene detto di smettere, ma lui continua fino a quando una granata fa crollare la stanza accanto allo studio di registrazione: è l’inizio della Seconda guerra mondiale, la Polonia è stata invasa e, nonostante il momentaneo entusiasmo per la dichiarazione di guerra alla Germania da parte di Francia e Gran Bretagna, Varsavia verrà occupata dopo pochi giorni.
Immediatamente dopo l’occupazione da parte delle truppe tedesche vengono emanate una serie di restrizioni alla popolazione, restrizioni rese ancora più pesanti per la numerosa comunità ebraica come la limitazione del possesso di denaro, divieto di accesso ai locali ed obbligo di indossare un bracciale bianco con la stella di David. Władysław, che vive con l’anziano padre, la madre, il fratello Henryk e le due sorelle Regina ed Halina, viene licenziato dalla radio di Varsavia e, dopo che la famiglia ha esaurito gli ultimi risparmi, è costretto a vendere il suo pianoforte prima di trasferirsi nel ghetto di Varsavia.

 

 

Storia di Una Ladra di Libri

Storia di una ladra di libri

Storia di una ladra di libri

Tratto dall’omonimo libro scritto da Markus Zusak, la pellicola è ambientata nel 1939 nella Germania Nazista.

Trama: Tutto il Paese è col fiato sospeso. La Morte non ha mai avuto tanto da fare, ed è solo l’inizio.
Il giorno del funerale del suo fratellino, Liesel Meminger raccoglie un oggetto seminascosto nella neve, qualcosa di sconosciuto e confortante al tempo stesso, un libriccino abbandonato lì, forse, o dimenticato dai custodi del minuscolo cimitero.
Liesel non ci pensa due volte, le pare un segno, la prova tangibile di un ricordo per il futuro: lo ruba e lo porta con sé.
Così comincia la storia di una piccola ladra, la storia d’amore di Liesel con i libri e con le parole, che per lei diventano un talismano contro l’orrore che la circonda.
Grazie al padre adottivo impara a leggere e ben presto si fa più esperta e temeraria: prima strappa i libri ai roghi nazisti perché «ai tedeschi piaceva bruciare cose.
Negozi, sinagoghe, case e libri», poi li sottrae dalla biblioteca della moglie del sindaco, e interviene tutte le volte che ce n’è uno in pericolo.
Lei li salva, come farebbe con qualsiasi creatura.
Ma i tempi si fanno sempre più difficili.
Quando la famiglia putativa di Liesel nasconde un ebreo in cantina, il mondo della ragazzina all’improvviso diventa più piccolo. E, al contempo, più vasto.

Train de Vie – Un treno per vivere

Train de Vie

Train de Vie

Diretto dal regista Radu Mihăileanu, questo bellissimo film tratta della Shoah in modo ironico e con comicità i temi drammatici e malinconici come la Shoah.

Trama: Siamo in un villaggio ebraico dell’Europa dell’Est, nel 1941. Shlomo, lo schnorrer, il pazzo del villaggio, avvisa i suoi compaesani che nei villaggi vicini gli ebrei stanno venendo deportati dai militari nazisti. Si riunisce così il consiglio degli anziani che, grazie ad un’idea di Shlomo, decide di organizzare un finto treno di deportazione, che in realtà accompagni tutto lo shtetl in Palestina passando per l’Unione Sovietica. Ci si divide i compiti tra le parti dei militari nazisti (ebrei che dovranno travestirsi come i loro nemici), dei deportati e del macchinista (un lavoratore del Ministero delle Ferrovie che riesce a manovrare il treno seguendo un manuale), grazie anche al lavoro di falegnami, sarti e a Schmecht, insegnante ebreo di tedesco accorso per istruire i finti soldati nazisti, insegnando loro a parlare tedesco senza l’accento yiddish. Giacché i villaggi vicini iniziano a sospettare qualcosa, gli abitanti anticipano la partenza per una “auto-deportazione” su un vecchio treno, assemblato con rotabili acquistati al momento in modo da sembrare una vera vettura nazista, con tanto di vagoni per deportati e vagoni-letto per i soldati. Sulla via incontreranno non poche difficoltà, facendosi più volte scoprire e fermare dalle forze militari dell’Asse; tuttavia, grazie a eccezionali espedienti, riescono di volta in volta a scamparla sempre.

 

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