I giganti nascosti, tesori nei parchi italiani

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I giganti nascosti, tesori nei parchi italiani

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Disseminati lungo tutta la nostra penisola sono nascosti dall’occhio spietato del turismo di massa tanti piccoli scrigni traboccanti tesori inestimabili, noti ai più come “parchi” e “giardini”.
Passeggiando tra questi verdi sentieri ci si potrebbe imbattere in creature mitologiche come mostri e giganti di pietra, o ritrovarsi catapultati in un mondo di fantasia da stentare a credere ai propri occhi!

Il colosso dell’Appennino

Poco distante da Firenze, a Pratolino, sorge Villa Demidoff il cui parco racchiude la dimora del Gigante conosciuto col nome di “Colosso dell’Appennino”. Il Colosso dell’Appennino (alto ben oltre 14 metri!) troneggia sul laghetto di villa Demidoff e protegge le sue acque da un grosso serpente schiacciandogli la testa la cui bocca è predisposta come fontana.
Con tutto l’aspetto di un antico dio guardiano della natura, con la barba lunga e i muscoli possenti, il Colosso appare come un tutt’uno con la montagna da cui sorge, la solida roccia su cui è stato scolpito, ammorbidita dal muschio e sedimenti calcarei, contribuiscono a renderlo parte stessa dell’ammasso di pietre su cui si poggia.

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Il maestoso Colosso dell’Appenino

Sbalorditivo all’esterno, sorprendente anche al suo interno dov’è celato un passaggio segreto che conduce a stanze e grotte abitabili illuminate dalla luce che filtra dagli occhi del gigante, mentre dalle sue narici usciva il fumo ogni qualvolta nel suo ventre veniva acceso un fuoco per scaldarsi. Riconosciuto patrimonio mondiale dell’umanità dall’Unesco nel 2013, il Colosso è opera dello scultore fiammingo Jean De Boulogne (Giambologna) e realizzato verso la fine del XVI secolo.

Il Sacro Bosco di Bomarzo

A Viterbo, immerso nel verde, si trova il celebre parco monumentale di Bomarzo noto come “Sacro Bosco di Bomarzo” o “Villa delle Meraviglie”, ma anche “Parco dei Mostri”. Tra gli alberi e i cespugli del parco infatti, si scorgono creature grottesche scolpite nella roccia corrose dagli elementi che hanno arrotondato i loro spigoli e ammorbidite dal muschio che le riveste con discrezione, quasi a non voler nascondere troppo del loro incanto.
Il parco è stato voluto dal principe Orsini e progettato dall’architetto Ligorio, colui che a seguito della morte di Michelangelo gli succedette in veste di primo architetto della basilica di San Pietro.
La sua storia risale al 1500 ed è intensamente ispirata alla mitologia greca: all’ingresso, ad accogliere i visitatori ci sono due sfingi greche, recanti un messaggio.
Il parco infatti cela molti segreti, per questo per poter coglierne il significato nella sua interezza, le simbologie delle creature e i messaggi incisi, consigliamo di scaricare la guida gratuita in versione e-book che trovate alla fine del post.
…chi ha il coraggio di entrare nella bocca dell’Orco??

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Il famoso Orco del Sacro Bosco di Bomarzo

Il Giardino dei Tarocchi a Garavicchio

Dimenticatevi dei rigidi schemi razionali del mondo reale e immergetevi nella realtà onirica, quella che appartiene ai sogni. Colori accesi, specchi, ceramiche e riflessi rivestono le forme arrotondate delle trenta sculture che abitano il Giardino dei Tarocchi di Garavicchio create da Niki de Saint Phalle, le cui opere sono esposte in tutto il mondo. Gli appassionati d’arte riconosceranno senza dubbi il richiamo a quelle del celeberrimo Parco Guell di Barcellona, create dal genio di Gaudi.
Il nome del parco non è stato scelto a caso, ogni installazione infatti rappresenta una specifica carta dei tarocchi e ne riproduce la simbologia nella realtà carica. Per riuscire ad apprezzare appieno le installazioni cariche di significati arcani, è consigliabile farsi accompagnare da una guida o informarsi in anticipo sulla simbologia dei tarocchi su cui è incentrato il giardino, in modo da riuscire a leggerle andando oltre al superficiale valore estetico e comprendere l’esecuzione dell’artista.
Tra gli artisti che hanno influenzato Niki de Saint Phalle, oltre all’inconfondibile Gaudi, si riconosce anche Botero grazie alle forme morbide e abbondanti che caratterizzano le figure antropomorfe.
La costruzione del Giardino per come è oggi è iniziata quasi 40 anni fa, nel 1979 e nel 1998 l’opera è stata finalmente aperta al pubblico, grazie anche alla collaborazione di altri artisti contemporanei che hanno lavorato al fianco di Niki.

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Alcune opere del Giardino dei Tarocchi: in primo piano la vasca circolare delle coloratissime “nanas”, dietro alle colonne si intravede “L’Imperatrice”, all’interno della quale ha soggiornato Niki de Saint Phalle

Arte Sella boschi della Val di Sella

Nel Borgo Valsugana in Val di Sella si trova il percorso Artenatura, un luogo incantato reso ancora più speciale dalle opere disseminate lungo l’itinerario in perfetta simbiosi con la natura.
Natura e design si fondono, mentre quest’ultimo si insinua con discrezione tra gli elementi del bosco che si lasciano plasmare tramutandosi in sculture che richiamano a loro volta animali e fenomeni naturali, la natura si manifesta nella sua armonia.
Le opere sono molto eterogenee nello stile in quanto sono tutte frutto di artisti diversi, aventi come unico filo conduttore l’esclusivo uso di elementi naturali vivi lasciando incontaminato l’equilibrio del bosco.
Non a caso i nomi delle ventitré opere sono molto evocativi: Lupi, Fili d’erba, Eco

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Immagine “Viale” tratta dal sito www.artesella.it

Il bosco fatato della Val di Non

A Mezzalone nella Val di Non potrebbe capitarvi, durante una passeggiata nel bosco, di imbattervi in dei personaggi decisamente fuori dal comune, sicuramente magici!
Il percorso è sviluppato in salita e vi farà incontrare spaventose streghe che volano tra gli alberi e gnomi guardiani delle miniere d’oro, ma anche fate e folletti che non aspettano altro che rendervi partecipi delle meravigliose leggende dei boschi e raccontarvi tante bellissime storie.
Il genio creativo dello scultore Vito Datres ha dato vita ai personaggi fantastici che popolano il parco, tutti scolpiti nel legno.
Ai più piccoli sembrerà di essere entrati in un libro di fiabe e leggende, e ai più grandi pure. Un’atmosfera suggestiva resa tale dalle sculture che si uniscono ai suoni e profumi tipici del bosco, che promette di vivere una meravigliosa e indimenticabile avventura.

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C’è una fata nascosta dietro all’albero!

Il Giardino di Ninfa e il Castello Caetani

Il Giardino di Ninfa, diversamente da quelli sopra descritti, si distingue dal fatto che in esso non vi sono nascosti giganti di pietra, bizzarre creature o sculture enormi, in questo parco infatti ci sono “solo” piante e fiori. Certo detta così sembra riduttivo, ma in realtà la natura offre uno spettacolo che vi inebrierà con i suoi colori e profumi, vi sembrerà di passeggiare in un quadro di Monet.
Tutelato dalla Fondazione Roffredo Caetani questo luogo sospeso nel tempo e nello spazio vi spiazzerà: immaginate di risvegliarvi col gorgoglio di un placido corso d’acqua all’ombra di un glicine, attorno a voi vedete questo (foto seguente).

Uno scorcio del Giardino di Ninfa a Sermoneta

Pensereste sicuramente di star sognando, cercando di capire dove vi trovate e in che epoca soprattutto, di certo non ai giorni nostri, in realtà sarete nel Lazio, a Sermoneta nel Giardino di Ninfa.
Ora, torniamo nella dura e cruda realtà, importantissimo: i giorni di chiusura e apertura possono variare, quindi vi consiglio caldamente di assicurarvi di trovare aperto, inoltre, il parco non è accessibile durante la settimana, quindi sappiate che avrete una fila di un’ora per i biglietti, e un’altra fila di un’ora per l’ingresso.
Ora sta a voi soppesare i pro e i contro per vivere quest’esperienza… che dite, ne vale la pena?

Per approfondire:

Visitare il Colosso dell’Appennino a Villa Demidoff

Il Sacro Bosco di Bomarzo

Guida al Sacro Bosco di Bomarzo (pubblicata sotto Licenza Creative Commons)

Sito ufficiale del Sacro Bosco di Bomarzo

Il Giardino dei Tarocchi

Il Percorso Artenatura in Val di Sella

Il bosco fatato della Val di Non

Il Giardino di Ninfa e il Castello Caetani

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