Citius , Altius, Fortius

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Citius , Altius, Fortius

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‘Citius , Altius, Fortius “più veloce, più alto, più forte”

Ci siamo, oggi, venerdì 5 agosto iniziano le 31°Olimpiadi della storia moderna a Rio de Janerio. Due intense settimane di puro agonismo, sacrificio, determinazione e forza che porteranno 206 nazioni, 10.500 atleti per la prima volta a disputare i Giochi Olimpici in Sud America.
Sono ormai passati 120 anni da quel 6 aprile del 1896 quando ad Atene si tennero i primi Giochi Olimpici dell’era moderna grazie all’impegno e alla perseveranza del barone francese De Coubertin.
Dopo 1500 anni di interruzione, Pierre de Coubertin, pedagogista e storico francese, fondò nel 1894 il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) con l’intento di promuovere la pace e la comprensione tra i popoli attraverso lo sport.
Le Olimpiadi hanno fatto molta strada in questi secoli ma restano sempre un momento di incontro e di scambio che coinvolge tutto il modo mettendo al centro solo l’agonismo che educa, secondo De Coubertin, al sacrificio, alla disciplina e alla responsabilità, senza nulla togliere all’autonomia e alle capacità decisionali del singolo.

L’origine dei Giochi Olimpici

olimpiadi-anticheLe Olimpiadi antiche sono una celebrazione sportivo-religiosa che si svolge ad Olimpia, nella parte nord-occidentale del Peloponneso in Grecia, oggi sito archeologico affascinante e di notevole importanza. Le gare si svolgevano in onore di Zeus, dio greco del cielo e del tuono, re e padre degli dei, sovrano dell’Olimpo. Ed è qui, che nel 776 a.C.si svolsero i primi Giochi Olimpici. Per la civiltà della Grecia classica il tempo usciva dall’indefinitezza e meritava di essere misurato solo a partire dall’anno della disputa dei primi Giochi Olimpici basti questo fatto a dimostrare il valore attribuito a tale manifestazione. Inoltre durante i Giochi in tutta la Grecia è sospeso ogni tipo di conflitto, ostilità o guerra: questa tregua è chiamata Ekecheiria, nella quale nessuno può essere infastidito o aggredito, soprattutto gli atleti e gli spettatori.
Con il consolidamento del potere dell’Impero Romano sulla Grecia e il riconoscimento del Cristianesimo quale religione ufficiale, i giochi vennero interrotti nel 393 d.C, quando l’imperatore Teodosio I e il Vescovo di Milano Ambrogio, li vietano perché visti come una festa pagana.

Le Olimpiadi Moderne

Effettivamente i Giochi presentavano anche aspetti profani, attirando a Olimpia anche attori di strada, saltimbanchi, giocolieri, acrobati, mercanti e venditori di cibo che preparavano sul posto i loro piatti, destinati agli spettatori accampati sotto tende portate da casa o addirittura disposti a dormire per terra pur di assistere alle competizioni sportive. Diciamo che da questo punto di vista le cose non sono assolutamente cambiate anzi! Le Olimpiadi sono un importante momento di esposizione mediatica planetaria per lo Stato che le ospita e il tornaconto economico fra sponsor, gadget e turismo non è di poco conto.
Per le Olimpiadi moderne la macchina organizzativa parte ancora prima dell’effettivo inizio delle gare con il processo di selezione della città ospitante ben 7 anni prima dell’inizio dei Giochi.

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Tommie Smith e John Carlos sul podio delle Olimpiadi di Città del Messico nel 1968, manifestano con il gesto di protesta a favore dei Diritti Umani che è entrato nella storia

I fattori che influenzano la scelta sono molteplici: organizzativi prima di tutto, vengono vagliati dal CIO i progetti edilizi ed economici, il supporto governativo, le infrastrutture sportive a disposizione, il contesto geografico, le strutture alberghiere e i sistemi di trasporto; ma anche politici tenendo conto di come lo sport possa ammorbidire le tensioni internazionali fra le potenze. Basti pensare ai Giochi di Mosca nel 1980 e le successive a Los Angeles scelte per accontentare le maggiori potenze dei due blocchi durante la guerra fredda, oppure l’edizione tanto discussa di Pechino 2008 che portava con se la speranza che una manifestazione planetaria potesse accelerare il commino cinese verso il riconoscimento dei principali diritti umani.
In questi 7 anni il Brasile è cambiato moltissimo, le Olimpiadi di Rio sono passate da un simbolo di ascesa e affermazione politica ed economica a un segno di decadenza e di profonda crisi. Molti sono i tagli che sono stati effettuati per cercare di contenere i costi soprattutto per quanto riguarda cerimonie sfarzose, accoglienza e servizi.
Proprio sulla cerimonia di apertura regna il più totale riserbo, nessuna indiscrezione è trapelata… Sappiamo che alla direzione artistica è stato chiamato Marco Balich, italiano di Venezia, famoso per aver curato la cerimonia dei Giochi invernali di Torino e lo spettacolo dell’Albero della Vita all’Expo di Milano. Siamo sicuri che nonostante le ristrettezza economiche i brasiliani non ci faranno mancare la musica, i balli, i colori e la loro contagiosa allegria e voglia di vivere.

Il clima e l’intento dei Giochi di ieri e oggi non è poi cambiato molto, sicuramente rispetto al passato il cambiamento più importante riguarda le donne. Nell’antichità non era permesso alle donne non solo di partecipare come atlete, ma neanche come spettatrici, questo perché all’epoca gli atleti gareggiavano e combattevano nudi. Più volte il gentil sesso ha cercato di scardinare le limitazioni e i divieti che venivano imposti da una società maschilista e retrograda; a Cinisca, sorella di Agesilao re di Sparta, dobbiamo il merito di essere riuscita a far cambiare il regolamento non solo partecipando ma vincendo nel 376 a.c. la corsa dei carri tirati da 4 cavalli. La strada è stata lunga e non senza ostacoli, è proprio il caso di dirlo, basti pensare che per vedere la prima atleta italiana alle olimpiadi si deve aspettare il 1936 e le Olimpiadi di Berlino, a cui prese parte Ondina Valla nella specialità degli 80 metri ostacoli e vinse la medaglia d’oro.
Nel 1892 in un intervento alla Sorbona De Coubertin per supportare la tesi della funzione pedagogica dello sport e delle Olimpiadi disse: “In una società che sta andando verso la degenerazione, lo sport e Giochi sono i miglior rimedio contro i pericoli del sedentarismo, la pigrizia mentale e fisica dei giovani lasciati allo sbando.

Oggi come ieri…

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